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Paragrafo 3 . L'espansione coloniale.

     
L'Inghilterra, per consolidare il suo dominio sull'India e  difenderlo
da  attacchi  esterni, cerc di rafforzare il controllo  su  territori
strategicamente  importanti a est, verso  Birmania  e  Malesia,  e  ad
ovest, verso Iran ed Afghanistan.
     La  stabilit e la redditivit del dominio in India, per,  erano
minacciate  anche  dal  crescente  impoverimento  del  paese   e   dal
diffondersi  del malcontento tra la popolazione locale.  Quest'ultimo,
derivante  dal  continuo  peggioramento  delle  condizioni  di   vita,
determinato  dalla  scomparsa dell'agricoltura  di  sussistenza  e  da
ricorrenti carestie e alimentato dalla volont di difendere la cultura
e  la  religione  tradizionali, sfoci in una vera e propria  rivolta,
promossa  nel  1857  dai sepoys, i soldati indiani al  servizio  della
Compagnia delle Indie.
     Repressa brutalmente la rivolta, l'Inghilterra procedette ad  una
completa  riorganizzazione del suo dominio. Nel 1868 venne sciolta  la
Compagnia  delle Indie e l'India, diventata colonia della  corona,  fu
sottoposta  al  governo di un vicer. Allo scopo  di  prevenire  altre
sommosse, furono adottate misure
     
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     per  sottoporre  a  maggiore controllo gli indiani  nell'apparato
militare e amministrativo e vennero costruite nuove linee ferroviarie,
che  assicurassero una pi efficace gestione di tutto  il  territorio.
Per  intensificare gli scambi tra madrepatria e colonia e  soprattutto
per  fare  di quest'ultima un vasto mercato di sbocco della produzione
britannica,    furono   avviati   lavori   di   potenziamento    delle
infrastrutture, che causarono la definitiva disgregazione del  sistema
economico  tradizionale  ed un'urbanizzazione  smisurata,  foriera  di
gravissimi problemi sociali.
     In  Australia prosegu l'occupazione di vasti territori da  parte
di  coloni inglesi. Una forte spinta alla colonizzazione fu data dalla
scoperta di giacimenti auriferi nel 1851. La conquista e la successiva
colonizzazione  furono attuate con metodi brutali,  che  causarono  un
vero e proprio genocidio: gli indigeni australiani, che alla fine  del
Settecento si calcola fossero circa 300.000, non arriveranno a  30.000
alla fine dell'Ottocento.
     A  partire  dalla  met  dell'Ottocento  le  colonie  australiane
ottennero  l'autonomia.  L'attivit economica principale  continu  ad
essere  l'allevamento di pecore per la produzione di lana,  ma,  dagli
anni Sessanta, cominciarono ad essere realizzate anche piantagioni  di
canna da zucchero.
     In  Nuova  Zelanda  fu seguita la stessa strategia.  Gli  inglesi
occuparono  sistematicamente tutte le terre pi fertili,  violando  il
trattato sottoscritto con i maori; questi cercarono coraggiosamente di
resistere,  ma furono letteralmente decimati da due sanguinose  guerre
tra il 1843 e il 1869.
     La  Francia  consolid il suo dominio sull'Algeria,  penetr  nel
Senegal  e, nel 1862, acquist Obock sulla costa settentrionale  della
Somalia, che, dopo l'apertura del canale di Suez (1869), diventer una
base assai importante per il controllo dell'accesso al mar Rosso.
     La  Francia  concretizz  anche le sue  ambizioni  sull'Indocina,
occupandone  le regioni meridionali tra il 1858 e il 1867.  Nel  1860,
anche  la  Nuova Caledonia, formata da un gruppo di isole del Pacifico
conquistate nel 1853, divenne colonia francese.
     Anche  l'Olanda  rafforz  la  sua  presenza  in  Indonesia   per
difenderla   da  attacchi  esterni  ed  interni  e  intensificare   lo
sfruttamento delle risorse naturali, consolidando il dominio su Giava,
avviando la conquista di Sumatra e del Borneo e occupando Bali e altre
isole minori.
     La  Russia  avvi la colonizzazione della Siberia e  l'espansione
verso  l'Asia  centrale, dove sottomise popoli con i quali  da  secoli
aveva contatti commerciali e culturali.
